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martedì 19 gennaio 2016

STRUDEL MONOPORZIONE DI PERE, UVETTA E VANIGLIA



E con la pasta fillo avanzata dalla precedente ricetta che ci faccio? 

STRUDEL MONOPORZIONE DI PERE, UVETTA E VANIGLIA 

In dispensa:
2 o 3 fogli di pasta fillo
olio di girasole deodorato o mais q.b.
500 g. di pere molto mature (circa 2-3)
40 g. di uvetta
50 g. di mandorle pelate
succo di mezzo limone
scorza grattugiata di un limone
mezzo cucchiaino di vaniglia
fiocchi d'avena o pane grattugiato q.b.


Ai fornelli:
Prima di tutto ammollate l'uvetta in acqua tiepida e tritate le mandorle a coltello.
Sbucciate le pere, tagliatele a cubetti e versatele in una ciotola assieme al succo del limone e la scorza grattugiata. Aggiungete le mandorle tritate, l'uvetta strizzata e la vaniglia e tenete da parte.
Dividete a metà i fogli di pasta fillo, stendete il primo foglio sopra un tagliere con la parte corta rivolta verso di voi e iniziate a spennellarlo con l'olio, appoggiate un secondo foglio e ripetete l'operazione.
A questo punto, versate un paio di cucchiaiate di di fiocchi d'avena tritati o pane grattugiato appena sotto la metà del foglio, in direzione orizzontale. Aggiungete un paio di cucchiaiate abbondanti di ripieno e chiudete verso l'interno i due lembi. Spennellate leggermente con altro olio e iniziate ad arrotolare lo strudel dal basso verso l'alto.


Quando avrete completato l'operazione, disponete lo strudel, con la "sigillatura" rivolta verso il basso, in una teglia rivestita da carta forno e spennellatelo con un po' di olio. Ripetete l'operazione fino ad esaurire tutti i fogli di pasta fillo. Cuocete in forno a 180°C per circa una ventina di minuti (o fino a quando la superficie dello strudel non sarà bella dorata).







Note e suggerimenti:

  • Consumateli appena sfornati o conservateli in frigorifero, basterà riscaldarli 5 minuti in forno per renderli nuovamente croccanti.
  • Potete variare il ripieno a piacere, utilizzando frutta di stagione, frutta secca, cioccolato tritato, ecc.
  • Assaggiate il ripieno ed aggiustatelo in base ai vostri gusti. Nel mio caso ho omesso qualsiasi tipo di zucchero poiché la frutta che ho utilizzato era già molto matura. In caso contrario potreste aggiungere un paio di cucchiai di zucchero grezzo di canna moscovado. 
                                                                                                     F.

mercoledì 25 febbraio 2015

CROSTATA ALLA CREMA DI ARANCE SENZA ZUCCHERO

Una ricetta tratta dal libro Pasticceria Naturale di Pasquale Boscariello e leggermente riadattata. Un'ottimo dolce senza l'utilizzo di zucchero, quindi adatto anche per chi, per esigenze o scelta personale, ha deciso di eliminare lo zucchero dalla propria dieta.

CROSTATA ALLA CREMA DI ARANCE SENZA ZUCCHERO



In dispensa:
per la crema di arance 
500 g. di malto di mais 
50 cl di latte di mandorle 
110 g. di amido di mais
250 g. di spremuta di arance
la buccia grattugiata di 1 arancia
un pizzico di sale

per l'impasto tipo frolla
250 g. di farina (200 g. di farina tipo 0 e 50 g. di farina integrale)
60 g. di malto di mais
6 cl di olio di mais
7 cl di acqua tiepida 
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di 1/2 limone
10 g. di cremor tartaro

per la copertura e decorazione
100 g. di datteri snocciolati
circa 60 g. di latte di riso (o altro latte vegetale)
3 o 4 cucchiai di cacao
un pizzico di sale 
alcune fette di arancia


Ai fornelli: 
Per prima cosa mettete in ammollo i datteri snocciolati in una ciotola colma d'acqua e lasciateli riposare per almeno un paio d'ore (meglio per tutta la notte).

Dopodiché preparate la crema di arance. Potete utilizzare sia latte di mandorle autoprodotto che acquistato (in tal caso vi suggerisco di ridurre la quantità di malto, poiché il latte di mandorle in commercio è tendenzialmente già molto dolce). Versate il latte di mandorle in una pentola, unite il malto di mais, la buccia grattugiata dell'arancia e il pizzico di sale. Cuocete a fuoco basso e mescolate di continuo per evitare che si attacchi. 
Intanto diluite l'amido di mais nella spremuta di arance. Quando il latte di mandorle comincerà a bollire, aggiungete il composto di spremuta e amido mescolando subito con una frusta per evitare che si formino dei grumi. Continuate a mescolare per alcuni minuti dopo che il composto si addenserà poi spegnete il fuoco. Lasciate raffreddare mescolando di tanto in tanto. 

Per la frolla versate in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, cremor tartaro, buccia grattugiata del limone, sale). In un boccale mescolate l'olio, il malto di mais e l'acqua tiepida poi versatelo nella ciotola. Impastate prima con il cucchiaio e poi lavoratelo a mano, formando una palla. Coprite con un panno e lasciate riposare per mezz'ora. 

Stendete l'impasto in una teglia da 26 o 28 cm e versate all'interno la crema di arance. Infornate in forno già caldo a 200° C per circa 18 minuti.  

Togliete la crostata dal forno e lasciatela raffreddare. 

Per la copertura ho deciso di utilizzare una semplice crema di datteri al cacao ottenuta frullando i datteri (ammollati e strizzati) con il latte, il cacao e il sale. Aggiustate la quantità di latte in base alla consistenza della crema.

Una volta che la torta si è raffreddata spalmate la crema di datteri come copertura e decorate con le fettine di arancia.

Note e suggerimenti:

  • Per comodità ho suddiviso la preparazione della torta in due giornate (ma nulla vieta di completarla il giorno stesso).  Il primo giorno ho preparato la crema, la frolla e cotto la torta in forno. La notte ho messo i datteri in ammollo e il giorno successivo ho preparato la crema di datteri, spalmandola come copertura sulla torta ben raffreddata. 
  • Se volete autoprodurvi il latte di mandorle come ho fatto io, suggerisco di preparlarlo il giorno prima e conservarlo in frigo.
  • Il latte di mandorle può essere sostituito con altri latti vegetali. A seconda del tipo di latte vegetale utilizzato sarà necessario aggiustare il quantitativo di malto della crema.
  • La frolla è molto buona e può essere utilizzata per diversi tipi di crostata. Se dalla lavorazione ve ne avanza un po', foderate alcuni stampini da crostatina e riempiteli con della marmellata oppure ricavatene dei biscottini per la colazione.


                                                                                                         F.




lunedì 10 novembre 2014

UN ALTRO DOLCE DELLA TRADIZIONE...LA PINZA BOLOGNESE!


La PINZA BOLOGNESE é un dolce casalingo che la tradizione vuole farcito con morbida mostarda di frutta, pinoli ed uvetta.

Si adatta ad essere consumata a colazione, come pure a merenda; ma non sottovalutate il fatto che, bagnata nel vino bianco, può diventare un piacevole fine pasto conviviale!

La versione da noi proposta non prevede la mostarda bensì la nostra fantastica marmellata di prugne auto-prodotta la cui ricetta la potete trovare qui.




Ecco come preparare questo dolce che puó essere tranquillamente conservato per qualche giorno...

                                                                                                                 ...se ce la fate a resistere...


PINZA BOLOGNESE

In dispensa:
200g di farina tipo "0"
50g di farina Integrale
2 cucchiaini di cremor tartaro
3 cucchiai di malto di mais
80g di olio di semi di girasole
50g di acqua
scorza di limone grattugiata

Ai fornelli:
Mettete in una ciotola capiente le farine (che ovviamente potete variare a piacimento o secondo necessitá) ed il cremore tartaro, mescolate con un cucchiaio ed aggiungete poi la scorza del limone grattugiata).
A questo punto aggiungete l'olio amalgamandolo alla farina strofinando l'impasto tra le mani. 
Fatto questo potete aggiungere il malto e poi l'acqua mescolando inizialmente con un cucchiaio di legno e poi con le mani fino a formare un impasto compatto.
Lasciate riposare l'impasto avvolto nella pellicola trasparente per una decina di minuti.

Riprendete l'impasto, stendetelo con un mattarello sopra ad un foglio di carta da forno formando un rettangolo di circa un centimetro di altezza. Distribuite uniformemente sull'impasto steso un generoso strato di marmellata lasciando un paio di centimetri di bordo liberi ed arrotolate l'impasto su se stesso dal lato corto.

Infornate a 180° per circa 45 minuti fino ad ottenere una pinza di un bel colore dorato!  



  E LA COLAZIONE DI DOMANI É SERVITA!!! 


S.



domenica 27 aprile 2014

QUESTI MUFFIN INTEGRALI

Preparare questi muffin è stato talmente veloce che ho deciso di condividere la ricetta: una sera, dopo avere sfornato una torta salata per la cena, ho approfittato del forno caldo per prepararmi la colazione dei giorni successivi. Adattando velocemente una ricetta di un plum cake che avevo raccolto ad un corso di cucina, sono usciti QUESTI MUFFIN INTEGRALI

Tempo di preparazione: 10 min. 
Tempo di cottura: 30 min.


QUESTI MUFFIN INTEGRALI
per 12/15  muffin

In dispensa
300 gr. di farina integrale (oppure 200 gr di farina tipo 0 e 100 gr farina integrale)
2 cucchiai di amido di mais
2 cucchiaini di cremor taratro
1 presa di sale marino integrale
1 cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere
200 ml di latte di riso al naturale
70 ml di olio
120 gr. malto di riso
3 manciate di uvetta
2 mele


Ai fornelli
Portate il forno a 180° gradi . In una ciotola mescolate tra loro le farine, l'amido di mais, il cremor tartaro, il sale, il bicarbonato e la vaniglia. In un altra ciotola amalgamate il latte di riso, l'olio e il malto e mescolate, unite poi gli ingredienti secchi a quelli liquidi e lavorate con un cucchiaio di legno per ottenere un impasto uniforme.
Ammollate in acqua tiepida l'uvetta per 5 min. circa, poi sgocciolatela ed unitela al composto insieme alla mela tagliata a pezzetti.
Riempire i pirottini per muffin aiutandovi con un cucchiaio e infornate a 180/200° C per circa 25/30 min., fino a quando la superficie dei muffin sarà dorata. Togliete dal forno e fate raffreddare.

Note e suggerimenti
  • Si puo' utilizzare qualsiasi tipo di farina, ottimi anche con quella di  quinoa per renderli SENZA GLUTINE.
  • E' possibile inoltre sostituire la mela con altra frutta fresca in base alla stagione, quindi dalla pera in autunno, alla pesca o alle susine in estate.    
  • Consiglio di servirli con succo di mela o del the bancha.

                                                                                                                                            E.       


venerdì 18 aprile 2014

CROSTATA DI MELE SPEZIATA

Che ne dite...vi andrebbe un pezzetto di crostata a merenda???

E allora rimboccatevi le maniche e mettetevi il grembiule che coi tempi ci siamo!






CROSTATA DI MELE SPEZIATA

In dispensa:
200g di farina tipo "0"
50g di farina Integrale
2 cucchiaini di cremor tartaro
3 cucchiai di malto di mais
80g di olio di semi di girasole
50g di acqua
cannella, noce moscata e fava tonka grattugiate a piacere
3 mele
1 limone non trattato
30g di mandorle tostate e grossolanamente tritate

Ai fornelli:
Mettete in una ciotola capiente le farine (che ovviamente potete variare a piacimento o secondo necessità) ed il cremore tartaro, mescolate con un cucchiaio ed aggiungete poi le spezie grattugiate secondo il vostro gusto.
In alternativa potete anche sostituire le spezie con della scorza di limone o di arancia.
A questo punto aggiungete l'olio amalgamandolo alla farina strofinando l'impasto tra le mani. 
Fatto questo potete aggiungere il malto e poi l'acqua mescolando inizialmente con un cucchiaio di legno e poi con le mani fino a formare un impasto compatto.
Lasciate riposare l'impasto avvolto nella pellicola trasparente e passate al ripieno!

Sbucciate le mele, privatele del torsolo, tagliatele a pezzetti e mettetele in una ciotola. Aggiungete a piacere le spezie grattugiate, succo e scorza del limone, mescolate il tutto e lasciate riposare.

Riprendete l'impasto, dividetelo in due parti, stendetele entrambe con un mattarello poi con una delle due sfoglie rivestite una teglia da forno di circa 24-26cm, precedentemente unta con un po' di olio e cosparsa poi di farina.
A questo punto aggiungete il ripieno, livellatelo con un cucchiaio, cospargete le mandorle e sistemateci sopra, a forma di croce, delle strisce di pasta ricavate dalla seconda sfoglia.

Infornate a 180° per circa 45 minuti o comunque fino a quando la superficie della crostata sarà dorata. 

BUONA MERENDA !!! 




domenica 12 gennaio 2014

NON CI SONO SOLO LE ARANCE

Dopo una breve pausa per riposare la mente e riordinare le idee (oltre alla casa, ai cassetti, alle scartoffie varie accumulate negli scorsi mesi...); una scappata a New York City prima di Natale; dopo le festività passate a casa in famiglia e le partite di Trivial Pursuit dell'ultimo dell'anno; dopo aver camminato sù e giù per i ponti di Venezia mano nella mano con tu...il ritorno alla quotidianità. E allora ben arrivato 2014 e bentornati a leggere queste pagine!

Ancora un dolce per inaugurare questa nuova "stagione" di ricette, ma uno di quelli così semplici da realizzare e allo stesso tempo così sano e gustoso che lo potrete riproporre in svariate occasioni: dalla merenda salutare al dessert leggero per concludere una bella cena in compagnia!

E come recitava una vecchia pubblicità, se "du gust is megl che uan" il dolce in questione si è fatto addirittura in tre! :) Semplicemente cambiando l'ingrediente addensante, possiamo ottenere un dolce dalla consistenza e dal sapore diversi, che potremo decorare a piacere o utilizzare come crema per farcire torte o crostate.









BUDINO DI ARANCE (AL CUBO)

Budino di arance con amido di mais (maizena)  n.1

In dispensa
750 g di spremuta d'arancia (circa 10 arance)
50 g di amido di mais (maizena)
acqua fredda
q.b. scorze di arancia (facoltativo)

Ai fornelli
Dopo aver spremuto le arance versate il succo in una casseruola e portate ad ebollizione a fuoco medio. Sciogliete l'amido di mais con un po' di acqua fredda fino a renderlo un liquido omogeneo. 
Quando inizia a bollire aggiungete la soluzione di amido/acqua e cuocete, mescolando con una frusta, per circa 5 minuti. Aggiungete un po' di scorza di arancia grattugiata a piacere (ricordate che la scorza di arancia è un po' amara quindi non esagerate)! 
Versate il budino in coppette monoporzione e lasciate raffreddare prima di servire. Decorate a piacere.

Budino di arance con kuzu  n. 2

In dispensa
750 ml di spremuta d'arancia 
3 cucchiai da minestra di kuzu*
acqua fredda
q.b. scorze di arancia (facoltativo)

Ai fornelli
Dopo aver spremuto le arance versate il succo in una casseruola e portate ad ebollizione a fuoco medio. Sciogliete il kuzu in acqua fredda fino a renderlo un liquido omogeneo. 
Quando inizia a bollire aggiungete la soluzione di kuzu e cuocete, mescolando con una frusta, per circa 5 minuti. Aggiungete un po' di scorza di arancia grattugiata a piacere (ricordate che la scorza di arancia è un po' amara quindi non esagerate)! 
Versate il budino in coppette monoporzione e lasciate raffreddare prima di servire. Decorate a piacere.

* Il Kuzu è un amido estratto dalla radice di una pianta selvatica originaria del Giappone, la Pueraria Iobata. Viene utilizzato in cucina come addensante per minestre, sughi e budini. Inoltre possiede proprietà alcalinizzanti e curative agendo in particolare a livello dell'apparato digerente e del colon. 


Budino di arance con farina n. 3

In dispensa
750 g di spremuta d'arancia 
65 g di farina 0
q.b. scorze di arancia (facoltativo)

Ai fornelli
Dopo aver spremuto le arance versate il succo in una casseruola e portate ad ebollizione a fuoco medio.
Nel frattempo setacciate la farina dentro ad un contenitore, prelevate un po' di succo di arancia e versatelo nel contenitore, mescolando con una frusta affinché la farina si sciolga nel liquido, evitando la formazione di grumi. Continuate questa operazione fino a quando otterrete un liquido denso e liscio. 
Quando inizia a bollire aggiungete la soluzione di farina e succo di arancia, mescolando con una frusta, per circa 10 minuti. Aggiungete un po' di scorza di arancia grattugiata a piacere (ricordate che la scorza di arancia è un po' amara quindi non esagerate)! 
Versate il budino in coppette monoporzione e lasciate raffreddare prima di servire. Decorate a piacere.

Note e suggerimenti:
  • La ricetta non prevede l'utilizzo di zucchero o altri dolcificanti naturali ma se proprio non potete farne a meno aggiungetelo in cottura, assaggiando man mano.
  • Guarnite con uvetta oppure frutta secca tritata (nocciole, mandorle, pistacchi), cacao amaro, ecc. Per un dolce più goloso e sostanzioso potete sogliere del cioccolato fondente a bagnomaria e versarlo su ogni coppetta.
  • Utilizzate il budino ottenuto per farcire torte o crostate.
Con questa ricetta vorrei partecipare a Salutiamoci che questo mese è dedicato agli agrumi  ed è ospitato da Katy nel suo bellissimo blog Girovegando in Cucina!


                                                                                                                                F.

venerdì 11 ottobre 2013

OTTOBRE: TEMPO DI VENDEMMIA E…SUGO D’UVA

 “E quando in autunno raccoglierete l'uva delle vostre vigne per il torchio, dite in cuor vostro:
Anch'io sono una vigna, e i miei frutti saranno raccolti per il torchio,
E come vino nuovo sarò tenuto in botti eterne.
E quando in inverno spillerete il vino, fate che nel vostro cuore vi sia una canzone per ogni calice;
E nella canzone vi sia un ricordo dei giorni dell'autunno, e della vigna, e del torchio.”

"IL PROFETA" Kahlil Gibran






Un dessert speciale nella sua semplicità, che richiama il gusto antico dei dolci di una volta, quelli con pochi ingredienti ma che ci si poteva concedere solo in un certo periodo dell’anno: durante la vendemmia appunto.

Certo l’introduzione del congelatore ha reso tutto più semplice e adatto ai giorni nostri, permettendoci di preparare questa ricetta anche nei mesi successivi la vendemmia, ma vi assicuro che l’entusiasmo di recarsi ad acquistare il mosto in cantina per poi correre a casa e mettersi subito al lavoro è nettamente maggiore di quello che avreste aprendo il freezer di casa vostra.

Quindi, il primo passaggio fondamentale è quello di recarsi in cantina ad acquistare il mosto d’uva fresco. Consiglio di partire attrezzati e portarsi da casa un certo numero di bottiglie di vetro o plastica vuote da riempire di mosto in cantina.

Una volta a casa, mettete il mosto in frigo (quello che userete subito) oppure in congelatore (quello che userete nei mesi successivi).



SUGO D'UVA 


In dispensa:
1 litro di mosto
100 -125 g. di farina biologica tipo "0"
1 cucchiaio di malto di riso (facoltativo)



Ai fornelli:
Versate il mosto in un tegame capiente e mettetelo sul fuoco a fiamma vivace.
Nel frattempo setacciate la farina dentro ad un contenitore, prelevate un po’ di mosto con il mestolo e versatelo nel contenitore, mescolando con una frusta affinché la farina si sciolga nel liquido, cercando di evitare la formazione di grumi. Continuate con questa operazione fino a quando otterrete un liquido denso e liscio.
Quando il rimanente mosto inizierà a bollire, versate il liquido ottenuto e mescolate con la frusta. A questo punto il liquido inizierà ad addensarsi e voi non dovrete fare altro che abbassare la fiamma e continuare a mescolare per almeno 15 minuti.
Versate il sugo d’uva nelle coppette (o in una ciotola capiente) e lasciatele raffreddare, prima di riporle in frigorifero.
Il sugo ottenuto si può conservare in frigorifero per diversi giorni…anche se dubito che possa durare così a lungo.

Note e suggerimenti:
  • Il mosto fresco acquistato in cantina si può conservare in frigorifero fino ad un massimo di 2 giorni (dopodiché inizierà a fermentare e sarà inutilizzabile per la preparazione del sugo d’uva) oppure può essere congelato. Per utilizzare il mosto congelato è necessario riporlo in frigorifero per alcune ore in attesa che si scongeli. Utilizzatelo entro poche ore…se rimane in frigo (o fuori dal frigo) per troppo tempo inizierà a fermentare.
  • Il colore del sugo d’uva dipende dal mosto utilizzato. Spesso, dalle nostre parti, per la preparazione dei mosti in cantina viene utilizzata l’uva Ancellotta, famosa per il suo altissimo potere colorante, ma possono essere utilizzate anche altre varietà, come  l'uva Lambrusco per esempio. Il mosto che ho utilizzato non era particolarmente scuro, quindi anche il colore del sugo d’uva era piuttosto chiaro ma vi posso assicurare non meno buono.
  • Purtroppo non sono ancora riuscita a trovare mosto d’uva certificato bio per la preparazione di questo dolce. La ricerca continua…
  • Essendo il mosto fresco già molto zuccherino, il dolce non necessità dell’aggiunta di zucchero o altro dolcificante naturale. Nel mio caso ho aggiunto un cucchiaio di malto ma vi assicuro che era del tutto superfluo. Assaggiatelo in cottura e regolate a vostro gradimento.
  • Anche la consistenza del dolce può variare in base ai vostri gusti. Con il quantitativo di farina indicato otterrete una consistenza abbastanza cremosa ma non liquida. Chi apprezza una consistenza più solida può aumentare leggermente la quantità di farina, viceversa chi preferisce una consistenza più liquida può diminuirne il quantitativo.
  • Nel caso si dovessero formare grumi in cottura, potete utilizzare il frullatore ad immersione per eliminarli.
                                                                                                                                            F.


 
Foto: Courtesy of Studio Pigro

mercoledì 2 ottobre 2013

CROSTATA VEGAN CON CREMA DI COUS COUS, NOCCIOLE E FICHI PER “IO NON MANGIO DA SOLO”


E’ un grande piacere partecipare alla nostra prima raccolta di ricette per sostenere un progetto di solidarietà. 
Un chicco tira l’altro è un’iniziativa promossa da Progetto Mondo Mlal nell’ambito della Campagna Io non mangio da solo” per il diritto al cibo delle popolazioni del Sud del mondo.

Per maggiori informazioni sull'iniziativa e su Progetto Mondo Mlal vi rimando al blog di Virginia Lo Spilucchino.




La ricetta che vorremmo “donare” a Progetto Mondo Mlal per la raccolta Un chicco tira l'altro è una crostata fatta di ingredienti semplici ma soprattutto naturali perché una sana alimentazione è fondamentale per il nostro benessere. Un modo diverso dal solito per utilizzare il cous cous che, in questa ricetta, sostituisce la classica crema pasticcera e si sposa perfettamente con ingredienti di stagione quali le nocciole ed i fichi.

CROSTATA VEGAN CON CREMA DI COUS COUS, NOCCIOLE E FICHI

  
In dispensa:

Per la frolla:
200 g. di farina semintegrale (tipo 2)
50 g. di malto di riso o sciroppo di grano
50 g. di olio di semi di mais pressato a freddo
60 g. di acqua
8 g. di cacao in polvere
la punta di un cucchiaino di cremore tartaro

Per il ripieno:
1 bicchiere (circa 150 g.) di cous cous integrale
1 bicchiere colmo (circa 200-250 g.) di malto di riso o sciroppo di grano
4 bicchieri (circa 700 g.) di acqua
4 g. di agar agar
3 cucchiaini di maizena
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone
rum
confettura di fichi (autoprodotta)
granella di nocciole tostate

Per la decorazione:
granella di nocciole tostate
3 fichi
5 mandorle pelate

Ai fornelli:

Per la preparazione della frolla, emulsionate tutti gli ingredienti liquidi in un boccale. Uniteli alla farina, il cremore tartaro ed il cacao setacciato. Mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo che riporrete per qualche minuto in frigorifero, avvolto nella pellicola trasparente (oppure sopra ad un piatto coperto da una ciotola capovolta).

Sciacquate il cous cous sotto l’acqua corrente per rimuovere eventuali impurità. Unite il cous cous, l’acqua ed il pizzico di sale in una pentola, chiudete con un coperchio e portate a bollore a fiamma sostenuta. Abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere per circa 20’- 25' in modo da rendere il cous cous stracotto e cremoso.

Mentre il cous cous cuoce, estraete la frolla dal frigorifero e, con l’aiuto di un mattarello, stendetela su un foglio di carta forno oppure su di un tagliere di legno ben infarinato.

Prendete una teglia da 26 cm di diametro e riponete all’interno il foglio di carta da forno. Se non volete utilizzare la carta forno, sporcate con un po’ di olio la teglia ed infarinatela. Stendete, sempre con l’aiuto del mattarello, la vostra frolla e bucherellatela.

Cuocete in bianco a 200°C per circa 10’ avendo l’accortezza di coprire l’interno con un foglio di carta stagnola sopra al quale avrete versato una manciata di fagioli crudi (o sassolini per cottura) per evitare che si gonfi in cottura. Eliminate  il foglio di carta stagnola ed infornate la base per altri 5’ scoperta.

Terminata la cottura del cous cous frullate con il frullatore ad immersione per omogeneizzare la crema ed eliminare eventuali grumi, poi aggiungete il malto (o sciroppo di grano).

Preparate la miscela di agar agar e maizena stemperando le due polveri assieme ad un goccio di acqua possibilmente fredda per evitare la formazione di grumi.

Rimettete subito la crema di cous cous sul fuoco e, quando ricomincerà a bollire, aggiungete la miscela di agar agar e maizena. Cuocere per altri 5’ minuti circa.  

Dopo aver lasciato raffreddare sia la base che la crema di cous cous potete finalmente iniziare ad assemblare la torta.
Prima di tutto spennellate il fondo della base con un po’ di rum per ammorbidirla e donarle un leggero sentore alcolico, poi distribuite delle generose cucchiaiate di confettura di fichi. Lasciate cadere un po’ di granella di nocciole sopra alla confettura per aggiungere un sottile strato croccante.
Versate la crema di cous cous e ricoprite con una cascata di granella di nocciole. Decorate infine con i fichi freschi (purtroppo la mia pianta di fichi in questi primi giorni di ottobre non è troppo produttiva quindi mi sono dovuta accontentare di 3 fichi per la decorazione ma voi potete anche abbondare) e le mandorle.



Note e Suggerimenti:

  • La quantità di malto/sciroppo può essere aumentata a piacimento, quindi vi suggerisco di assaggiare la crema più volte per trovare il livello di dolcezza che vi soddisfa. E’ possibile utilizzare anche altri dolcificanti come ad esempio il miele. Tuttavia ricordate che anche la confettura di fichi apporterà dolcezza alla torta. 

  • Nonostante questa torta sembri laboriosa in realtà è piuttosto semplice e può tranquillamente essere preparata in anticipo (anzi, è meglio prepararla almeno un giorno prima) e riposta in frigorifero. Anche la preparazione dei singoli ingredienti che la compongono (la frolla e la crema di cous cous) può essere suddivisa in tempi diversi.

  • La stessa crema (utilizzata anche nella cucina macrobiotica) può essere utilizzata come dolce al cucchiaio, magari ricoperta con confettura di mirtilli/frutti di bosco o crema di nocciole (in questo caso omettete la scorza di limone). Vi invito a provare anche altre varianti utilizzando ingredienti quali vaniglia, fava tonka, scorze di arancia per esempio.



                                                                                                                                 F.