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martedì 19 gennaio 2016

STRUDEL MONOPORZIONE DI PERE, UVETTA E VANIGLIA



E con la pasta fillo avanzata dalla precedente ricetta che ci faccio? 

STRUDEL MONOPORZIONE DI PERE, UVETTA E VANIGLIA 

In dispensa:
2 o 3 fogli di pasta fillo
olio di girasole deodorato o mais q.b.
500 g. di pere molto mature (circa 2-3)
40 g. di uvetta
50 g. di mandorle pelate
succo di mezzo limone
scorza grattugiata di un limone
mezzo cucchiaino di vaniglia
fiocchi d'avena o pane grattugiato q.b.


Ai fornelli:
Prima di tutto ammollate l'uvetta in acqua tiepida e tritate le mandorle a coltello.
Sbucciate le pere, tagliatele a cubetti e versatele in una ciotola assieme al succo del limone e la scorza grattugiata. Aggiungete le mandorle tritate, l'uvetta strizzata e la vaniglia e tenete da parte.
Dividete a metà i fogli di pasta fillo, stendete il primo foglio sopra un tagliere con la parte corta rivolta verso di voi e iniziate a spennellarlo con l'olio, appoggiate un secondo foglio e ripetete l'operazione.
A questo punto, versate un paio di cucchiaiate di di fiocchi d'avena tritati o pane grattugiato appena sotto la metà del foglio, in direzione orizzontale. Aggiungete un paio di cucchiaiate abbondanti di ripieno e chiudete verso l'interno i due lembi. Spennellate leggermente con altro olio e iniziate ad arrotolare lo strudel dal basso verso l'alto.


Quando avrete completato l'operazione, disponete lo strudel, con la "sigillatura" rivolta verso il basso, in una teglia rivestita da carta forno e spennellatelo con un po' di olio. Ripetete l'operazione fino ad esaurire tutti i fogli di pasta fillo. Cuocete in forno a 180°C per circa una ventina di minuti (o fino a quando la superficie dello strudel non sarà bella dorata).







Note e suggerimenti:

  • Consumateli appena sfornati o conservateli in frigorifero, basterà riscaldarli 5 minuti in forno per renderli nuovamente croccanti.
  • Potete variare il ripieno a piacere, utilizzando frutta di stagione, frutta secca, cioccolato tritato, ecc.
  • Assaggiate il ripieno ed aggiustatelo in base ai vostri gusti. Nel mio caso ho omesso qualsiasi tipo di zucchero poiché la frutta che ho utilizzato era già molto matura. In caso contrario potreste aggiungere un paio di cucchiai di zucchero grezzo di canna moscovado. 
                                                                                                     F.

mercoledì 18 novembre 2015

CAKE AL CIOCCOLATO E APPLE BUTTER




Ci eravamo lasciati con la ricetta dell'apple butter.
Dopo un fine settimana di doveroso silenzio, ripartiamo proprio da lì.
In questo post vi racconto che fine ha fatto uno dei vasetti prodotti la settimana scorsa.
Questo cake al cioccolato e apple butter è perfetto, ha una consistenza morbida e leggermente umida nonostante non contenga né olio né burro.
Sicuramente da riprovare, magari in una versione vegan.
  
CAKE AL CIOCCOLATO E APPLE BUTTER
per uno stampo da plumcake 25 x 10 
In dispensa:
250 g. di apple butter
60 g. di zucchero di canna
1 uovo
100 g. di farina semintegrale
25 g. di cacao in polvere
60 g. di cioccolato fondente 70%
9 g. di agente lievitante cremor tartaro 
2 g. di bicarbonato
1 pizzico di sale
Ai fornelli:
Prima di tutto tritate il cioccolato fondente e mettetelo da parte.
Mescolate assieme l'apple butter, lo zucchero e l'uovo con una frusta.
In un'altra ciotola raggruppate tutti gli ingredienti secchi: la farina, il cacao, la polvere lievitante, il bicarbonato ed il sale.
Versate gli ingredienti "liquidi" nella ciotola degli ingredienti secchi e mescolate, per finire aggiungete il cioccolato fondente tritato.
Rivestite lo stampo da plumcake con carta da forno bagnata e strizzata e versate il composto, livellandolo con la spatola.
Cuocete a 180°C per circa 30 minuti, o fino a quando lo stuzzicadenti non risulterà abbastanza asciutto.
Note e suggerimenti: 
  • Lo stesso impasto può essere utilizzato anche per la preparazione di muffin, avendo l'accortezza di ridurre i tempi di cottura.
  • Non stracuocetelo.   
  • Il cake rimane morbido per alcuni giorni, semplicemente coperto da carta stagnola.








                                                                                              F.

venerdì 9 ottobre 2015

FICHI CHE PASSIONE!










Il mio albero di fichi sta' continuando a produrre fichi...e io non posso farmeli scappare.
Questa ricetta è tratta dal libro SUGARLESS della bravissima Romina Coppola, food blogger appassionata di pasticceria vegana crudista.
Pochi ingredienti per un risulto fantastico, un misto tra dolce e salato. Da provare!


FICHI CHE PASSIONE!
per stampo del diametro di 20 cm

In dispensa:
200 gr di farina 0
30 gr di olio di cocco
20 gr di olio d'oliva
80 gr di acqua
mezzo cucchiaino di sale

Per il ripieno
6/7 fichi maturi
1 cucchiaio di zucchero di canna


Ai fornelli:

Prima di tutto preparate la pasta: in una ciotola capiente mescolate la farina e il sale, aggiungete poi le due tipologie di olio e massaggiate con le mani il tutto, in modo che l'olio si amalgami bene con la farina. Successivamente aggiungete l'acqua poco per volta finché l'impasto non diventi liscio e non appiccicoso. Avvolgetelo in una pellicola e lasciatelo in frigorifero a riposo per circa mezz'ora.

Riprendete l'impasto e dividetelo in due parti.

Stendetene una parte con il matterello formando un cerchio sottile, sistematelo sulla teglia e riempitelo con i fichi pelati e tagliati a fette, spolverate con lo zucchero di canna (passaggio facoltativo).

Stendete anche l'altro impasto e ricoprite il dolce, infine fate dei tagli sulla superficie e spennellate la superficie con acqua aggiungendo una spolverata di zucchero di canna.

Cuocete a forno preriscaldato a 200° per circa 30 minuti o fino a quando la superficie non sarà dorata.

Ottima calda accompagna da crema alla vaniglia.



Note e suggerimenti:

  • Per il ripieno potete usara la frutta che piu' vi aggrada

                                                                                                                               E.



martedì 15 settembre 2015

TORTA A STRATI DI ANACARDI, CAROTE E CACAO PER FESTEGGIARE 2 ANNI DI BLOG



























Sono passati due anni da quel 15 settembre, quando tutto è iniziato nella cucina di casa mia. Fino a poco tempo prima l'idea di aprire un blog mi sembrava fantascienza, poi piano piano le cose hanno iniziato a prendere forma…un passaggio dietro l'altro, consultando tutorial online, facendo tentativi e modifiche è nata questa pagina. Non ha la pretesa di essere la più accattivante del web e nemmeno la più aggiornata, ma grazie ad essa hanno preso forma tante situazioni che non avrei nemmeno immaginato.

Il blog è stato un piccolo punto fermo in un anno decisamente movimentato, un impegno che  ci ha fatto lavorare ad idee, fantasticare su alcuni progetti e sogni nel cassetto oltre ad averci fatto conoscere e collaborare con tante persone. Ci ha regalato momenti molto intensi, diverse soddisfazioni ma anche alcune fasi un po' difficili. 

In questi anni ho iniziato a seguire con regolarità diversi blog che mi hanno ispirato e dato spunti interessanti, ho continuato a provare, sperimentare ricette, a volte adattandole al tipo di cucina che mi rispecchia maggiormente, altre volte prendendole "in prestito" così come sono.  

L'ispirazione per questa ricetta nasce proprio dall'esigenza di adattare una tipologia di torta in cui poco mi ritrovo, in una torta "d'effetto" ma non esageratamente elaborata. 
Spesso rimango incantata davanti a foto di torte dalle forme perfette, senza sbavature, dai colori assolutamente bilanciati ma questa "perfezione" non mi appartiene. 

Cerco di fare del mio meglio per appagare l'occhio e il gusto, senza esagerare con lo zucchero o ingredienti troppo elaborati. Inorridisco davanti alla pasta di zucchero, allo zucchero a velo, al frosting al burro…ricerco "sostanza" più che "forma", apprezzo la "rusticità" di un prodotto artigianale, l'imperfezione delle forme; una torta per conquistarmi deve essere appetitosa ma non stucchevole e mediamente "sana".

Questo è il risultato che ho cercato di ottenere, lavorando su una ricetta leggermente complessa (poiché richiede diversi passaggi e tempi un po' lunghi), prendendo spunti da ricette di altri, apportando alcune modifiche in modo da rispondere maggiormente ai miei gusti.  

Credo di aver ottenuto un buon risultato e spero che qualcuno avrà voglia di provarla e darmi un riscontro. 

Detto questo, prima di lasciarvi alla ricetta, ne approfitto per ringraziare, a nome di tutte noi, le persone che hanno partecipato agli eventi, quelle che abbiamo conosciuto e con cui abbiamo collaborato, chi ci ha supportato durante questi anni e le persone che ogni tanto si prendono il tempo per leggerci.

Siamo partite con tante idee, purtroppo non sempre siamo riuscite a portare a termine tutti i progetti e alcune parti del blog sono ancora carenti. Cercheremo di fare di più e meglio, nel frattempo un GRAZIE lungo 730 giorni! 


TORTA A STRATI ANACARDI, CAROTE E CACAO

In dispensa:
per la cheesecake di anacardi 
200 g di anacardi non salati
188 g di acqua
4 uova
2 g di cremor tartaro (lievito)
120 g di succo d'agave
50 g di panna di cocco (*)

per la cheesecake di anacardi alle carote
100 ml di estratto di carote
1 cucchiaio di maizena
60 g di carote tritate (scarto di estrazione)

per la torta vegan al cioccolato 
170 g di farina 0
120 g di zucchero di canna chiaro
un cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di sale
6 cucchiai di olio di semi
la punta di un cucchiaino di vaniglia in polvere
un cucchiaio di aceto bianco 
250 ml di acqua

per la crema al cacao
100 ml di latte di riso
un cucchiaio di maizena 
2-3 cucchiai di cacao

per il frosting al latte di cocco
400 ml di latte di cocco
60 g di maizena
mezzo cucchiaino di agra-agar in polvere
2 cucchiai di sciroppo d'agave

per la decorazione
foglia d'oro


Ai fornelli:

Per prima cosa prepariamo la cheesecake di anacardi. Frullate gli anacardi e l'acqua in un frullatore potente (Blendec o Vitaminix) o robot da cucina fino a quando il composto non risulterà cremoso e omogeneo. 

Separare gli albumi dai tuorli. Mescolate i tuorli con il succo d'agave con lo sbattitore elettrico, aggiungete il composto di anacardi e continuate a sbattere fino a quando diventerà spumoso. Aggiungete la panna di cocco (*) e mescolate, sempre con lo sbattitore elettrico, per un paio di minuti. 

In un altro contenitore montate gli albumi a neve ferma, aggiungendo il cremor tartaro verso la fine.

Dividete il composto in due ciotole, mettetene una da parte e versate metà degli albumi montati a neve nell'altra incorporandoli con cura, mescolando dal basso verso l'alto.

Coprite gli albumi rimasti con una pellicola e conservateli temporaneamente in frigorifero.

Rivestite una teglia rotonda da 20 cm con carta da forno bagnata e strizzata. Versate il composto con gli albumi incorporati e infornate per circa 30-35 minuti a 180°C.

Lavate e tagliate le carote (quanto basta per ottenere 100 ml di estratto), passatele nell'estrattore e versate l'estratto ottenuto in un pentolino. Tenetene da parte due/tre cucchiai che utilizzerete per stemperare la maizena. Portate a bollore l'estratto e versate il composto di maizena, fate bollire circa un paio di minuti e lasciate raffreddare.

Poco prima di sfornare la torta, riprendete la metà del composto messa da parte, montate brevemente gli albumi tenuti da parti con lo sbattitore elettrico (nel caso si fossero smontati un po').
Versate l'estratto di carote, le carote tritate (una parte dello scarto di estrazione) ed infine incorporate gli albumi mescolando dal basso verso l'alto.

Sfornate la cheesecake di anacardi e mettete da parte.

Rivestite nuovamente la teglia da 20 cm con carta da forno bagnata e strizzata e infornate per circa 40-45 minuti a 180°C (controllate spesso la cottura con lo stecchino, dopo circa 30-35 minuti in forno).

Poco prima di terminare la cottura della cheesecake di carote, preparate la torta vegan al cacao.

Mescolate assieme la farina, lo zucchero, il cacao, il sale e il bicarbonato. Aggiungete quindi l'olio, l'aceto e l'acqua e mescolate per bene con una frusta.

Sfornate la cheesecake di carote e mettete da parte. 

Rivestite nuovamente la teglia da 20 cm con carta da forno bagnata e strizzate e infornate per circa 35-40 minuti a 180°C.

Preparate una crema al cacao, versando il latte di riso (o altro latte vegetale) in un pentolino.  Tenetene da parte due/tre cucchiai che utilizzerete per stemperare la maizena. Portate a bollore il latte di riso, versate il composto di maizena, fate bollire circa un paio di minuti e lasciate raffreddare.

Sfornate la torta al cacao e lasciatela raffreddare.

Nel frattempo prendete un anello a cerniera per torte della dimensione di circa 18 cm e iniziate a porzionare le due cheesecake facendo una leggera pressione. Eliminate i bordi della torta in eccesso e la parte superiore, che potrete mangiare il giorno successivo a colazione, in modo da rendere le due cheesecake della stessa altezza.

Fate lo stesso con la torta al cioccolato, pareggiando anche la parte superiore, assicurandovi tuttavia di mantenere la torta al cacao un po' più alta delle due cheesecake.

A questo punto iniziate a montare la torta a strati; appoggiate su un piatto fondo la torta al cacao, spalmate metà della crema al cacao, posizionate al di sopra la cheesecake di carote, spalmate il resto della crema al cacao e terminate con la cheesecake di anacardi. Mettete da una parte.

Per il frosting, versate il latte di cocco in un pentolino. Tenete da una parte alcune cucchiaiate per stemperare la maizena. Quando il latte di cocco inizierà a bollire versate il composto con la maizena, l'agar agar in polvere e lo sciroppo d'agave. Continuate a mescolare fino a quando si solidificherà. Nel caso il composto dovesse risultare troppo solido, versate altro latte di cocco e continuate a mescolare.

Con una spatola, iniziate a ricoprire la torta con il frosting. Decorate con foglie d'oro (o frutta).

Note e suggerimenti:         

  • Se possibile consumate la torta il giorno stesso in cui è stata preparata, a temperatura ambiente. In caso contrario conservatela in frigorifero, durerà senza problemi alcuni giorni. 
  • Eliminando la base o sostituendo la torta al cacao con una ricetta equivalente ma senza glutine, la torta si adatta anche per celiaci.
  • Potete naturalmente preparare la cheesecake di anacardi cuocendola in uno stampo più largo (24 cm) per circa 50-55 minuti a 180°C. Questa cheesecake di anacardi è ottima sia per celiaci che per persone intolleranti ai latticini.
  • (*) Per la panna di cocco ho utilizzato questo prodotto ma nulla vieta di prepararla partendo dal latte di cocco. In questo caso dovete mettere il latte di cocco in frigo per almeno una notte, aprire la lattina facendo attenzione a non mescolare il contenuto. Rimuovete la parte superiore che si sarà solidificata e montatela con uno sbattitore elettrico. Assicuratevi che il latte di cocco non contenga altri ingredienti, non tutte le marche si comportano in maniera identica.
  • La torta al cacao è presa da una ricetta di Martha Stewart mentre la cheesecake è una rielaborazione di una ricetta di Nancy Cain.
                                                                                                           F.









venerdì 5 giugno 2015

HAMBURGER DI QUINOA E AVOCADO


In realtá non sono una grande amante degli hamburger ma quando il pane é di qualitá e l'hamburger sfizioso allora mi concedo questo sfizio!

E cosí ho deciso di mettermi ai fornelli cucinando non solo gli hamburger ma preparando anche il pane.

A voi il compito di verificare se il risultato vi convince!


HAMBURGER DI QUINOA E AVOCADO

In dispensa:
2 panini da hamburger (nel mio caso erano autoprodotti)
65 gr di quinoa 
200 ml di acqua
120 gr di pisellini freschi
45 gr farina di riso
1 cucchiaio olio EVO
1 cucchiaio di salsa di senape
1 cucchiaio di succo di limone
1 cucchiaio di capperi dissalati
1 piccolo avocado maturo
1 cucchiaio di succo di limone
2 gambi di prezzemolo
qualche foglia di insalata
sale
pepe



Ai fornelli: 
Mettete la quinoa assieme all'acqua fredda in una piccola pentola. Portate ad ebollizione e poi coprite la pentola con un coperchio e lasciate cuocere la quinoa a fiamma bassa per circa 10 minuti. Spegnete la fiamma e lasciate riposare la quinoa nella pentola per circa 5 minuti col coperchio affinché possa assorbire l'acqua residua.

Tuffate i pisellini freschi in acqua bollente per due minuti e poi metteteli in un robot da cucina con metá della quinioa, la farina di riso, l'olio EVO, la salsa di senape, i capperi ed il succo di limone. Frullate fino ad ottenere una crema grossolana ed a questo punto trasferite il composto in una ciotola ed aggiungete la restante quinoa mescolando.

A questo punto dividete il composto a metá e lavoratelo al fine di creare due grossi hamburger dello stesso diametro del pane che andrete ad utilizzare. 
Scaldate una padella antiaderente, ungetela con un filo d'olio e mettete a cuocere gli hamburger. Occorreranno crica 3/4 minuti per parte. 

nel frattempo tagliate a fettine l'avocado e bagnatelo con un po' di succo di limone affinché il suo colore non si ossidi.

Tagliate a metá gli hamburger e tostateli su entrambi i lati utilizzando una padella antiaderente.

Componete i panini adagiando sulla metá del pane qualche foglia di insalata, qualche fetta di avocado, l'hamburger di quinoa, qualche altra foglia di insalata, qualche foglia di prezzemolo ed infine ricoprite il tutto con l'altra metá del pane precedentemente spalmato con un pó di salsa di senape.




S.


giovedì 2 aprile 2015

PANCAKES CON LIEVITO MADRE


























Premetto che, quando ho un po' più di tempo a disposizione, amo far colazione con i PANCAKES!!!

Sono solita sperimentare diverse ricette ed oggi era la volta di quella tratta dal libro Pasta Madre di Riccardo Astolfi. Un gran bel libro, regalo di una gran Amica!

La particolaritá di questa ricetta é l'utilizzo del lievito madre.

E quindi, se siete ancora in casa e non avete ancora fatto colazione, sperimentatela!

Quale modo migliore per festeggiare questa bella giornata di sole!


PANCAKES CON LIEVITO MADRE

In dispensa: 
50 g. di pasta madre rinfrescata
100 g. di farina integrale
170 ml d'acqua
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di zucchero di canna integrale
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di sale
Olio di girasole

Ai fornelli:
In una ciotola sciogliete la pasta madre nell'acqua a temperatura ambiente, aggiungete la farina e tutti gli altri ingredienti mescolando con una frusta fino ad ottenere una pastella liquida e ben amalgamata.

Coprite la ciotola con un po' di pellicola, foratela delicatamente con uno stecchino e fatela riposare a temperatura ambiente per 8-10 ore.

Trascorso questo tempo scaldate una padella antiaderente sul fuoco con un po' di olio di girasole e versatevi mezzo mestolo di pastella lievitata (circa tre cucchiai), cuocete e quando sulla superfice dell'impasto inizieranno a formarsi delle bolle d'aria, allora con una spatola antiaderente dovrete girare il pancake per poterlo cuocere anche sull'altro lato. 
Procedete in questo modo fino ad esaurimento dell'impasto ricordandovi di ungere la padella prima di ogni cottura.

Servite i pancake ancora caldi accompagnandoli a vostra scelta con miele, marmellata, crema di nocciola, frutta fresca e secca a seconda del vostro gusto.

Nel mio caso erano miele con noci e marmellata di sambuco e lamponi!


Buona colazione e buona giornata!!!




S.

mercoledì 25 febbraio 2015

CROSTATA ALLA CREMA DI ARANCE SENZA ZUCCHERO

Una ricetta tratta dal libro Pasticceria Naturale di Pasquale Boscariello e leggermente riadattata. Un'ottimo dolce senza l'utilizzo di zucchero, quindi adatto anche per chi, per esigenze o scelta personale, ha deciso di eliminare lo zucchero dalla propria dieta.

CROSTATA ALLA CREMA DI ARANCE SENZA ZUCCHERO



In dispensa:
per la crema di arance 
500 g. di malto di mais 
50 cl di latte di mandorle 
110 g. di amido di mais
250 g. di spremuta di arance
la buccia grattugiata di 1 arancia
un pizzico di sale

per l'impasto tipo frolla
250 g. di farina (200 g. di farina tipo 0 e 50 g. di farina integrale)
60 g. di malto di mais
6 cl di olio di mais
7 cl di acqua tiepida 
un pizzico di sale
la buccia grattugiata di 1/2 limone
10 g. di cremor tartaro

per la copertura e decorazione
100 g. di datteri snocciolati
circa 60 g. di latte di riso (o altro latte vegetale)
3 o 4 cucchiai di cacao
un pizzico di sale 
alcune fette di arancia


Ai fornelli: 
Per prima cosa mettete in ammollo i datteri snocciolati in una ciotola colma d'acqua e lasciateli riposare per almeno un paio d'ore (meglio per tutta la notte).

Dopodiché preparate la crema di arance. Potete utilizzare sia latte di mandorle autoprodotto che acquistato (in tal caso vi suggerisco di ridurre la quantità di malto, poiché il latte di mandorle in commercio è tendenzialmente già molto dolce). Versate il latte di mandorle in una pentola, unite il malto di mais, la buccia grattugiata dell'arancia e il pizzico di sale. Cuocete a fuoco basso e mescolate di continuo per evitare che si attacchi. 
Intanto diluite l'amido di mais nella spremuta di arance. Quando il latte di mandorle comincerà a bollire, aggiungete il composto di spremuta e amido mescolando subito con una frusta per evitare che si formino dei grumi. Continuate a mescolare per alcuni minuti dopo che il composto si addenserà poi spegnete il fuoco. Lasciate raffreddare mescolando di tanto in tanto. 

Per la frolla versate in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, cremor tartaro, buccia grattugiata del limone, sale). In un boccale mescolate l'olio, il malto di mais e l'acqua tiepida poi versatelo nella ciotola. Impastate prima con il cucchiaio e poi lavoratelo a mano, formando una palla. Coprite con un panno e lasciate riposare per mezz'ora. 

Stendete l'impasto in una teglia da 26 o 28 cm e versate all'interno la crema di arance. Infornate in forno già caldo a 200° C per circa 18 minuti.  

Togliete la crostata dal forno e lasciatela raffreddare. 

Per la copertura ho deciso di utilizzare una semplice crema di datteri al cacao ottenuta frullando i datteri (ammollati e strizzati) con il latte, il cacao e il sale. Aggiustate la quantità di latte in base alla consistenza della crema.

Una volta che la torta si è raffreddata spalmate la crema di datteri come copertura e decorate con le fettine di arancia.

Note e suggerimenti:

  • Per comodità ho suddiviso la preparazione della torta in due giornate (ma nulla vieta di completarla il giorno stesso).  Il primo giorno ho preparato la crema, la frolla e cotto la torta in forno. La notte ho messo i datteri in ammollo e il giorno successivo ho preparato la crema di datteri, spalmandola come copertura sulla torta ben raffreddata. 
  • Se volete autoprodurvi il latte di mandorle come ho fatto io, suggerisco di preparlarlo il giorno prima e conservarlo in frigo.
  • Il latte di mandorle può essere sostituito con altri latti vegetali. A seconda del tipo di latte vegetale utilizzato sarà necessario aggiustare il quantitativo di malto della crema.
  • La frolla è molto buona e può essere utilizzata per diversi tipi di crostata. Se dalla lavorazione ve ne avanza un po', foderate alcuni stampini da crostatina e riempiteli con della marmellata oppure ricavatene dei biscottini per la colazione.


                                                                                                         F.




mercoledì 21 gennaio 2015

TORTA ALLA CREMA DI LIMONE SENZA LATTICINI

Forse vi starete chiedendo cosa c'entra Benedetta Parodi con L'Indispensabile Cucina Mobile. La risposta in realtà è abbastanza intuitiva tuttavia, vi sarà capitato di accendere un giorno la TV e rimanere talmente colpiti da una ricetta da appuntarla velocemente su un foglietto di carta, appenderlo in cucina e dire: "prima o poi questa la devo assolutamente fare..."
Ecco a me è capitato con questa ricetta e devo ammettere, non mi sono affatto pentita di averla provata.

TORTA ALLA CREMA DI LIMONE (SENZA LATTICINI)
Tratta da una puntata di "I Menù di Benedetta" 

                                                                                                                                                                  Foto: Courtesy of STUDIO PIGRO

In dispensa:

per la frolla
200 g. di farina 
100 g. di fecola di patate
120 g. di zucchero di canna (Picaflor)
10 g. di cremor tartaro o altra polvere lievitante
2 uova 
100 ml di olio di mais (o semi)
100 ml di latte di mandorle (o altro latte vegetale)
scorza di mezzo limone

per la crema pasticciera 
70 g. di zucchero
1 uovo
succo di un limone
scorza di mezzo limone
25 g. di fecola 
200 ml di latte di mandorle (o altro latte vegetale)
2 cucchiai di marmellata di limone 

Ai fornelli:
In una ciotola mescolate assieme la farina con la fecola, lo zucchero e il cremor tartaro. Unite quindi i liquidi: le uova, l'olio di mais e il latte di mandorla mescolando per amalgamare bene. Aggiungete infine le scorze di limone grattugiato.

Foderate uno stampo da 24 cm con carta da forno bagnata e strizzata e stendete metà dell'impasto al suo interno.

Nel frattempo preparate la crema. In un pentolino fuori dal fuoco mescolate l'uovo intero con lo zucchero, il succo e la scorza di limone. In una ciotolina stemperate la fecola con un pò di latte di mandorle (meglio se freddo) per evitare la formazione di grumi, versatela quindi nel pentolino assieme al resto del latte di mandorle e mescolate.

Trasferite la crema sul fuoco mescolando per farla addensare. Serviranno pochi minuti e la crema risulterà piuttosto densa. Mettetela a raffreddare in una ciotola e aggiungete la marmellata di limone.

Farcite infine la base della torta versando la crema e stendetela con cura aiutandovi con un cucchiaio. Fate attenzione a lasciare i bordi della torta "scoperti" e versate quindi il resto del composto per coprire la base della torta.

Cuocete in forno a 170°C per 50' circa. Decorate a piacere (nel mio caso ho utilizzato fettine e foglie di limone).  

Note e suggerimenti:
  • Da provare anche con il succo, la scorza e la marmellata di arancia.




                                                                                                        


                  
                                                                                               

                                                                                                                   F.